Siamo a Torino e correva l'anno 1973, tre amici quattordicenni: Andrea, Salvatore e Maurizio (il sottoscritto) in un periodo in cui per essere "figo" dovevi cavalcare un motorino da cross (vedi caballero, ancillotti o almeno un beta) o in alternativa un "vespino" meglio se marrone con l'immancabile sella gaman bianca, decidono di motorizzarsi. Fatto l'inventario delle finanze il bilancio era decisamente "magro"... 20.000 lire!!! (che anche allora erano veramente poche). Dopo mesi di ricerche affannose ecco spuntare il mezzo: UN CIAO LUSSO DEL 1969 in condizioni pietose. Dopo averlo acquistato e ovviamente rimirato con adorante ammirazione iniziamo le trasformazioni d'obbligo!!! Parola d'ordine: LO TRUCCHIAMO!!! Soldi pochi, voglia tanta... risultato: eliminazione di tutte le parti inutili: via i pedali, le guance, il portapacchi il fanale. Riverniciatura (a bomboletta senza smotare niente!!!) del ciao in un aggerssivo nero opaco. Montaggio di una marmitta ad espansione a spillo acquistata per 1000 lire dal ciclista di zona raccordata al collettore con mastro isolante ( mancanza di fondi per la saldatura) . Sostituzione dei getti (Andrea..il quale sosteneva di essere un esperto!!!!) abbassamento delle testa con cartavetro utilizzando come piano di riscontro il tavolo della cucina (20 ore ininterrotte di "limaggio"). IL MOSTRO E' PRONTO. Le prime prove al Valentino di Torino sono state degne del reparto prove di una moto Gp....Pilota ufficiale (a turno uno di noi tre) tecnici ufficiali in tuta (ovviamente prestata dal ciclista di zona ) sempre noi tre, cronometristi ufficiali (orologio cronometro Casio ricevuto in regalo per la cresima) alcuni amici che si sono prestati. Velocità raggiunta (con occhio compiacente degli amici) 70 km/ora.
OK SIAMO PRONTI PER LE COMPETIZIONI.
In quegli anni in riva al Sangone si trovavano i ragazzi con i motorini da cross in un improvisato campetto sorto sui resti del vecchio e glorioso campo da cross Sangone. Il campetto era denominato "Thaiti".
La distanza che separava Thaiti dal nostro garage era di circa 10 Km che quotidianamente percorrevamo in questo modo:
Andrea (prima guida del mezzo) sul Ciao, ospitando sul sellino anche me. Il tecnico ufficiale (Salvatore) in bicletta...trainato dall'infaticabile ciao. Avevamo preparato all'occorenza un ombrello che privato della tela fungeva da gancio traino.
Arrivati al campo iniziava la vestizione: CASCO (modello in cuoio del 1930 trovato in soffitta) GUANTI (modello in dotazione negli anni 50 ai vigili di TORINO donati dal fratello di Michele) STIVALI DA CROSS (anfibi militari del 1950 di mio papa') CINTURA LOMBARE (pancera rosa del Dott.Gibaud sempre di mio papa, che poi venne verniciata a bomboletta nera per essere meno vistosa) GIUBBOTTO (giubbottino in carta della Esso regalata al distributore).
Completata la vestizione iniziava la competizione...un tentativo sempre vano di "bastonare" i cinquantini che giravano in pista.
Cosa dire? forse la nostalgia dei 14 anni non mi permettono di essere obiettivo, ma credo di poter affermare anche a nome dei miei amici che benchè molte altre moto siano state compagne di piacevoli avventure nulla puo' eguagliare le sensazioni che ci ha regalato il nostro ciao!!!
Maurizio Roberi

