LA STORIA DELLA MIA PASSIONE PER LO CIAO
Era il 1975, ed essendo dodicenne, già da qualche tempo "rubavo" il ciclomotore ai miei amici di età maggiore per farmi un giro. Poi, nel giugno 1975, dopo aver ritirato la pagella, con cui venivo promosso in seconda media, il mio papà, mi invita a passeggiare con lui e, arriviamo alla concessionaria Piaggio di Nola.Il mio cuore iniziava a battere all'impazzata e, entrando mi chiede il ciclomotore che desideravo.I miei occhi si fermarono su uno Ciao rosso fiammante e, dopo un'ora, ero in sella allo Ciao. Mi sembrava di essere il padrone dl mondo ed insieme abbiamo percorso migliaia di km., legando ad esso i miei più bei ricordi giovanili.Poi, a sedici anni, mi innamorai del mitico Caballero e, vendetti lo Ciao per lire 50.000 ad un coetaneo.Passati gli anni, iniziavo a collezzionare tutte le moto avute in gioventù, dimenticando lo Ciao.Poi, qualche anno fa, leggendo un'annuncio mi riaffiorò il "tarlo" e, acquistai uno Ciao del 1969. Però non era il modello da me posseduto, per cui qualche mese fa, dopo varie ricerche, ho trovato lo stesso modello di Ciao che avevo posseduto, con lo stesso colore rosso.La gioia che provo, guidando i miei Ciao, è immensa e, mi dà soddisfazioni che non provo con le altre moto della mia collezione.
Giorgio Tulimiero
Siamo a Torino e correva l'anno 1973, tre amici quattordicenni: Andrea, Salvatore e Maurizio (il sottoscritto) in un periodo in cui per essere "figo" dovevi cavalcare un motorino da cross (vedi caballero, ancillotti o almeno un beta) o in alternativa un "vespino" meglio se marrone con l'immancabile sella gaman bianca, decidono di motorizzarsi. Fatto l'inventario delle finanze il bilancio era decisamente "magro"... 20.000 lire!!! (che anche allora erano veramente poche). Dopo mesi di ricerche affannose ecco spuntare il mezzo: UN CIAO LUSSO DEL 1969 in condizioni pietose. Dopo averlo acquistato e ovviamente rimirato con adorante ammirazione iniziamo le trasformazioni d'obbligo!!! Parola d'ordine: LO TRUCCHIAMO!!! Soldi pochi, voglia tanta... risultato: eliminazione di tutte le parti inutili: via i pedali, le guance, il portapacchi il fanale. Riverniciatura (a bomboletta senza smotare niente!!!) del ciao in un aggerssivo nero opaco. Montaggio di una marmitta ad espansione a spillo acquistata per 1000 lire dal ciclista di zona raccordata al collettore con mastro isolante ( mancanza di fondi per la saldatura) . Sostituzione dei getti (Andrea..il quale sosteneva di essere un esperto!!!!) abbassamento delle testa con cartavetro utilizzando come piano di riscontro il tavolo della cucina (20 ore ininterrotte di "limaggio"). IL MOSTRO E' PRONTO. Le prime prove al Valentino di Torino sono state degne del reparto prove di una moto Gp....Pilota ufficiale (a turno uno di noi tre) tecnici ufficiali in tuta (ovviamente prestata dal ciclista di zona ) sempre noi tre, cronometristi ufficiali (orologio cronometro Casio ricevuto in regalo per la cresima) alcuni amici che si sono prestati. Velocità raggiunta (con occhio compiacente degli amici) 70 km/ora.
OK SIAMO PRONTI PER LE COMPETIZIONI.
In quegli anni in riva al Sangone si trovavano i ragazzi con i motorini da cross in un improvisato campetto sorto sui resti del vecchio e glorioso campo da cross Sangone. Il campetto era denominato "Thaiti".
La distanza che separava Thaiti dal nostro garage era di circa 10 Km che quotidianamente percorrevamo in questo modo:
Andrea (prima guida del mezzo) sul Ciao, ospitando sul sellino anche me. Il tecnico ufficiale (Salvatore) in bicletta...trainato dall'infaticabile ciao. Avevamo preparato all'occorenza un ombrello che privato della tela fungeva da gancio traino.
Arrivati al campo iniziava la vestizione: CASCO (modello in cuoio del 1930 trovato in soffitta) GUANTI (modello in dotazione negli anni 50 ai vigili di TORINO donati dal fratello di Michele) STIVALI DA CROSS (anfibi militari del 1950 di mio papa') CINTURA LOMBARE (pancera rosa del Dott.Gibaud sempre di mio papa, che poi venne verniciata a bomboletta nera per essere meno vistosa) GIUBBOTTO (giubbottino in carta della Esso regalata al distributore).
Completata la vestizione iniziava la competizione...un tentativo sempre vano di "bastonare" i cinquantini che giravano in pista.
Cosa dire? forse la nostalgia dei 14 anni non mi permettono di essere obiettivo, ma credo di poter affermare anche a nome dei miei amici che benchè molte altre moto siano state compagne di piacevoli avventure nulla puo' eguagliare le sensazioni che ci ha regalato il nostro ciao!!!
Maurizio Roberi
Un altro amico... un'altra storia....
Adesso ho 45 anni e nel lontano 1977 mio papà non volle comperarmi il Ciao.
“Sei pesante per il Ciao ti prendo il Gilera CBA che ha gli ammortizzatori
posteriori ma mi devi aiutare ti mando a lavorare durante le vacanze.”
Con la mia bicicletta Atala partii per il nuovo lavoro che mi rendeva 1.100
Lire all’ora. Lo stipendio mi veniva pagato una volta alla settimana
(44.000 Lire) per un totale di 176.000 Lire al mese.
Lavorai per un mese e mezzo circa e la differenza per arrivare alle 400.000
Lire per l’agognato motorino le mise mio papà.
Incredibile, il senso di libertà che provai e l’emozione di quei giorni non
le ho più provate e mi resteranno nella memoria per sempre.
Il mondo sembrò ad un tratto più piccolo.
Luoghi prima irraggiungibili erano li a pochi minuti.
Le montagne facilmente conquistabili.
Poi in un attimo arrivarono i 18 anni e l’unico pensiero fu quello di
prendere la patente e poter guidare la 500 della mamma.
Fatto anche questo il mio caro Gilera Cba fu parcheggiato in garage finchè
un mio amico mi chiese di venderglielo per suo fratello più giovane per
l’importo di 50.000 Lire con il pieno di benzina. (1.500 Lire)
Ebbi notizia poco dopo che il motorino gli era stato rubato e ci rimasi, lo
confesso, un po’ male.
Circa sei mesi fa ebbi modo di incontrare dopo tanto tempo quel mio amico al
quale avevo venduto il CBA il quale conservava ancora il libretto originale,
me lo dette dicendomi di tenerlo come ricordo.
In quel momento, forse in un momento di malinconia per i tempi trascorsi,
pensai: mi piacerebbe riavere un CBA.
Mi misi alla ricerca su Internet e ne trovai uno in provincia di Catanzaro.
Le trattative con il proprietario andarono un po’ per le lunghe in quanto lo
aveva già venduto ad un signore, ma poiché questo non lo ritirò mai riuscii
a concludere la trattativa per 180 euro.
Il trasporto mi costò 200 euro la targa 100 l’assicurazione 150 il bollo lo
devo ancora fare e anche la revisione.
Il motorino funziona benissimo parte al primo colpo e non di rado senza
casco giro nelle stradine di campagna vicino a casa mia e il rumore del
motore mi riconduce a tempi trascorsi.
Il motorino ha bisogno di qualche ritocco ci sono dei particolari da
cambiare, ho avuto qualche difficoltà ma sembra sia riuscito a trovare
qualche cosa.
Non so quanto alla fine spenderò ma la soddisfazione è enorme.
Stò già pensando a trovare una 500 come quella che ho avuto a 18 anni ma
questa non commetterò l’errore di vendere il mio CBA … il primo amore non si
scorda mai.
Un saluto
Luca